FIBRE
BAMBU'
La pianta di bambù appartiene alla famiglia delle bambusa che comprende circa 600 specie.
È caratterizzata da un fusto tipico delle graminacee (come grano, mais e riso) composto da nodi cilindrici e internodi cavi da cui prendono origine i germogli e le foglie dal colore verde intenso.
Le piante possono raggiungere varie altezze, dal 1,5 metri delle varietà nane agli oltre 20-30 delle varietà giganti.
L'area di maggior diffusione dei bambù è compresa nella fascia tropicale e subtropicale in Asia, America Latina ed Africa. Numerose però sono le specie che crescono in aree a clima temperato come la Cina, il Giappone, la catena Himalayana, l'Europa e il Nord America.
Il bambù viene utilizzato in un'infinità di modi differenti.
Ogni giorno, metà della popolazione mondiale utilizza il bambú in una delle sue innumerevoli forme...
... i fusti cavi, vengono utilizzati per farne condotte d'acqua rudimentali, recipienti, legname da costruzione, se vengono spaccati, per farne stuoie, ecc.
... le piante sottili o più giovani servono per bastoni, ombrelli, mobili, ecc.
... alcune specie vengono utilizzate a puro scopo ornamentale …altre sono utilizzate anche a scopo alimentare
... con la fibra è possibile realizzare tessuti.

IL TESSUTO
La fibra di bambù è cava, offrendo al tessuto un'eccellente traspirazione e conservazione di calore (coibenza).
E' anallergica e impermeabile ai raggi U.V.
Inoltre il bambù contiene la pectina del miele, salutare per la pelle dell'uomo.
Il bambù contiene un particolare agente anti-batterico chiamato "Bamboo Kun". Questa sostanza, presente anche nel tessuto, ha una naturale funzione anti-batterica e deodorante.
La pianta di bambù è molto resistente e tenace; allo stesso modo i tessuti mantengono una buona stabilità e resistenza alle pieghe e la proprietà di antipilling.
COTONE
È LA FIBRA NATURALE PIÙ USATA NEL MONDO PER LA FABBRICAZIONE DI TESSUTI, grazie alla freschezza, leggerezza e all'elevato potere di assorbimento dell'umidità (può trattenere una quantità di acqua pari al suo peso, ma è inferiore alla canapa).
Soddisfa il 50% del fabbisogno tessile mondiale e rappresenta LA MAGGIORE COLTURA AGRICOLA NON ALIMENTARE, occupando il 3% della superficie agricola mondiale. E' stato stimato un consumo procapite di 7 kg di cotone l'anno.
Il cotone, appartenente alla famiglia delle malvacee, è una piante erbacea e legnosa con fiori a cinque petali e frutti a capsula, i cui semi sono ricoperti da una fitta peluria che rappresenta la materia prima utilizzata nel settore tessile.
La maggior parte delle piantagioni di cotone sono situate in Cina e negli Stati Uniti.

UNA COLTURA IRRISPETTOSA!!!
La pianta di cotone è particolarmente soggetta all'attacco di numerose specie di insetti e dunque, per protegge le piantagioni, vengono usati insetticidi, erbicidi, fungicidi e defoglianti.
SI È CALCOLATO CHE IL 25% DELLA PRODUZIONE MONDIALE DI PESTICIDI, VIENE ASSORBITO DALLA PIANTAGIONI DI COTONE PER UN TOTALE DI CIRCA 7 MILIONI DI QUINTALI; RAPPRESENTA IN ASSOLUTO LA COLTIVAZIONE PIÙ INQUINANTE.
Inoltre, la raccolta del cotone viene effettuata attraverso l'impiego di macchinari e di defoglianti chimici per accelerare e facilitare il lavoro.
Infine, vista l'ingente richiesta di cotone, la sua coltivazione molti coltivatori si sono impegnati ad aumentare la resa delle piantagioni, attraverso un pesante uso di sostanze chimiche.
Dunque a fronte di efficienza e una notevole produttività, l'attuale trand della coltivazione del cotone provoca:
- perdita di fertilità del terreno (i pesticidi vanno ad intaccare la struttura e l'attività biologica del suolo)
- inquinamento dell'acqua, del suolo e dell'atmosfera
- diversi problemi di salute per i coltivatori (allergie, deficienze all'apparato respiratorio e tumori).
IL COTONE BIOLOGICO
Oggi si trova sul mercato cotone certificato da agricoltura biologica e non sbiancato.
IL COTONE BIO VIENE COLTIVATO SENZA L'USO DI SOSTANZE CHIMICHE DI SINTESI (fertilizzanti, pesticidi, disseccanti, defoglianti, ecc.).
Per ovviare al problema dei parassiti viene effettuata l'eliminazione manuale o vengono “attirati” altri insetti, nemici naturali di quelli infestanti, attraverso la semina di particolari piante di cui si alimentano.
Non essendo una pianta auto-compatibile, alle colture di cotone è necessario alternare quelle di altre piante attraverso ampie rotazioni.
GINESTRA
Col nome di Ginestre, sono comunemente indicate quelle piante cespugliose che nei periodi primaverili colorano di giallo il paesaggio mediterraneo.
La ginestra appartiene alla famiglia delle Leguminose nella quale rientrano diversi legumi commestibili, come i fagioli, i ceci, i piselli e le fave.
La ginestra, pianta caratteristica della zona temperato-calda, è presente allo stato spontaneo in tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Francia meridionale all’Asia minore; nei paesi più meridionali e più caldi, la ginestra di Spagna si può spingere fino ad altitudini elevate, come in Calabria e Sicilia.

Diversi sono gli usi della ginestra
- le parti legnose o cellulosiche possono essere utilizzate nell’industria pannellistica,
- dai fiori è possibile estrarre essenze odorose per i profumi o il colore giallo naturale per le tinture per capelli
- per le sue caratteristiche di portamento ed ecologiche, è utilizzata nei rimboschimenti di zone degradate o nude.
- dato l'apparato radicale molto sviluppato, la ginestra trova impiego nel consolidare dune, pendii e scarpate; utilizzata molto nelle scarpate autostradali e ferroviarie.
Trova impiego nei giardini per vari motivi: migliora il terreno contribuendo ad arricchirlo di azoto; ha fiori abbondati, belli e profumati.
I fiori sono molto ricercati dalle api poiché contengono un ottimo nettare.
Il tessuto
La ginestra è nota fin dall’antichità per il suo impiego come pianta da fibra. La stessa etimologia della parola greca “spartos” sta a confermare la tradizionale utilizzazione della fibra nella produzione di stuoie, corde, e manufatti vari.
Assomiglia al lino pur essendo assai più ruvida.
La fibra, ricavata dai suoi rametti verdi, mostra incredibile capacità di resistenza e flessibilità.
È molto resistente all’acqua e non si altera anche dopo un lungo periodo di immersione. In particolare, resiste benissimo all’acqua marina perciò era impiegata per reti, cordami, etc.
Il tessuto di ginestra si ottiene battendo gli arbusti e poi sfibrandoli, filandoli, torcendoli, tingendoli.
Fino a qualche decennio fa era abbastanza diffuso e veniva prodotta a mano in Meridione.
JUTA
- È una fibra tessile che, come per la canapa e il lino, si ricava dal fusto della pianta.
- Circa l'85% della produzione mondiale di juta è concentrata nel delta del Gange: i principali paesi produttori sono Bangladesh e India.
- La juta è altamente igroscopica, di colore bianco-giallognolo o bruno e presenta fibre ruvide e tenaci.
- Il filato che ne deriva, anch'esso, ruvido, rigido e molto resistente, viene principalmente usato per la produzione di imballaggio di beni agricoli sacchi, borse, cinture e tappeti.

- LA JUTA È AL 100% BIODEGRADABILE E RICICLABILE.
- È la seconda fibra vegetale più diffusa, dopo il cotone, in termini di consumo, produzione, e disponibilità.
- La pianta della juta è imparentata con la pianta di canapa sativa, ma è completamente priva di elementi narcotici.
LANA
E' stato il primo tessuto utilizzato dall'uomo.
Dalla seconda metà del Novecento la sua produzione fu superata prima dal cotone e da altre fibre di origine vegetale, poi dalle fibre artificiali e sintetiche.
E' una fibra di origine animale e si ottiene principalmente dal vello di PECORE, ma anche di altri animali quali CAPRE (ad esempio la capra del Cachemire), CONIGLI (conigli d'angora), CAMMELLI e LAMA (l'Alpaca che vive sulle Ande e il Vigogna peruviano).
La pura lana vergine è la lana nuova di tosa. In caso contrario può trattarsi di lana rigenerata, proveniente dalla lavorazione di stracci o di altri scarti industriali.
Presenta un'eccezionale capacità di regolazione termica; inoltre, la lanolina contenuta permette al tessuto di respingere le impurità esterne e di funzionare da ‘isolante' senza impedire la naturale traspirazione della pelle.

LINO
La pianta da cui ha origine cresce soprattutto nelle zone costiere dell'Europa del Nord.
La coltivazione del lino può essere controllata in modo preciso ed esso si può certificare come 'proveniente da agricoltura biologica' secondo la normativa europea esistente.
La fibra ha un aspetto lucido e si presenta con una mano fredda e scivolosa.
In presenza di umidità questa fibra ne assorbe rigonfiandosi moderatamente e per questo ha una buona capacità di disperdere il calore corporeo, adattandosi in misura maggiore al clima estivo.
Il lino viene principalmente usato per la confezione di biancheria per la casa (tovaglie, lenzuola, asciugamani) e per l'abbigliamento estivo.
Ha buona resistenza all'usura, ma si sgualcisce con grande facilità. Inoltre, essendo una fibra rigida i capi assumono un aspetto stropicciato, caratteristica principale che contraddistingue i manufatti.

ORTICA
L'utilizzo dell'ortica per la produzione di tessuti presenta notevoli vantaggi in termini di ambientale.
Infatti, come nel caso della canapa:
- durante la coltivazione non è necessario l'uso di pesticidi, essendo una pianta infestante in grado di “difendersi” autonomamante dai parassiti;
- possiede la capacità di rigenerare automaticamente le risorse del suolo;
- come tessuto, durante la fase di tintura, richiede circa un terzo in meno di colorante rispetto al cotone poiché assorbe molto bene il colore.
Inoltre, è una delle rare fibre coltivabili per più anni di seguito sullo stesso terreno, senza bisogno di ripiantarla.

Il tessuto d'ortica
- è molto resistente allo strappo
- è antistatico
- possiede un buon grado di assorbimento di umidità
- è anallergico.
Dal punto di vista visivo è simile al lino, ma possiede una brillantezza simile alla seta.
SETA
La seta è una fibra naturale di origine animale derivante dal bozzolo che le larve dei bachi da seta realizzano come protezione durante la metamorfosi.
La lavorazione della seta iniziò in Cina probabilmente già nel 6000 a.C. e divenne immediatamente una delle fibre più pregiate e ricercate.
La seta ha caratteristiche molto diverse rispetto alle altre fibre naturali.
È impermeabile all'umidità, ma si macchia facilmente a contatto col sudore.
Una prolungata esposizione al sole spegne la lucentezza e attenua i colori.
Inoltre, i tessuti di seta resistono poco all'usura.
I trattamenti chimici industriali a cui spesso è sottoposta prima di raggiungere il consumatore sono purtroppo causa della perdita delle sue proprietà naturali, oltre che fattore di inquinamento ambientale e di allergie.
La seta naturale o biologica per il momento non si trova.
Tuttavia si può ricercare la cosiddetta "seta buretta indiana" (o seta grezza) ottenuta delle prime secrezioni del baco prima che formi il bozzolo, oppure estratta dai bozzoli, dove è già avvenuto lo sfarfallamento. E' questa una seta particolarmente ricercata dagli animalisti perché è ottenuta senza uccidere il baco.
